La consulenza psicologica è uno spazio di ascolto e di approfondimento che permette di comprendere meglio ciò che sta accadendo e di individuare, insieme alla famiglia, una situazione problematica con l’obiettivo di definire possibili modalità per affrontarla e risolverla.

In cosa consiste il primo colloquio?

Il primo incontro avviene generalmente con il genitore o con i genitori, in presenza o in assenza del minore(a seconda delle necessità), e ha lo scopo di raccogliere informazioni sulla situazione e comprendere le ragioni che hanno portato a richiedere una consulenza.

Durante il colloquio si approfondisce la storia del bambino o dell’adolescente, il contesto familiare e scolastico, le difficoltà osservate e le preoccupazioni del genitore. È anche un momento importante per chiarire le aspettative rispetto alla consulenza.

A seconda dell’età e della situazione, potranno essere previsti uno o più incontri con il bambino o l’adolescente. Il minore viene accolto in uno spazio rispettoso e non giudicante, nel quale possa sentirsi libero di esprimere emozioni, pensieri e vissuti.

Consulenza non significa necessariamente psicoterapia

È importante distinguere la Consulenza Psicologica dalla Psicoterapia.

La Consulenza può essere un percorso breve e focalizzato, finalizzato a comprendere una difficoltà specifica, fornire indicazioni ai genitori, sostenere il minore in un particolare momento di cambiamento o valutare se sia necessario un intervento più strutturato.

Al termine della fase di Consulenza, può emergere che siano sufficienti alcuni colloqui di supporto e orientamento, oppure che sia più indicato un Percorso Psicologico o Psicoterapeutico. In altri casi può essere utile il coinvolgimento di altre figure professionali o dei diversi contesti di vita del minore.

Il ruolo dei genitori

Nel lavoro con un minore, il coinvolgimento dei genitori rappresenta un elemento importante. Il professionista mantiene uno spazio di ascolto adeguato alle esigenze del bambino o dell’adolescente, nel rispetto della sua età, della sua autonomia e della necessità di costruire una relazione di fiducia.

L’obiettivo è  comprendere ciò che il minore sta vivendo e aiutare la famiglia a individuare risorse e modalità più efficaci per affrontare la difficoltà.