Trattamento dell’ADHD in infanzia e adolescenza
Il trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) richiede un intervento personalizzato che tenga conto dell’età del bambino o dell’adolescente, del suo profilo di funzionamento e delle difficoltà presenti nei diversi contesti di vita.
L’ADHD non riguarda semplicemente la capacità di “stare attenti” o di “comportarsi bene”. Le difficoltà possono coinvolgere diversi processi di autoregolazione, tra cui attenzione, controllo degli impulsi, pianificazione, organizzazione, gestione del tempo, regolazione emotiva e capacità di portare a termine un’attività.
Per questo motivo l’intervento cognitivo-comportamentale non si limita a lavorare sul sintomo, ma mira a sviluppare strategie e competenze concrete, che possano essere utilizzate a casa, a scuola e nelle relazioni con gli altri.
Il trattamento viene costruito sulla base del profilo individuale del bambino, delle sue risorse e delle aree nelle quali necessita di maggiore supporto.
L’approccio cognitivo-comportamentale
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) nell’ADHD utilizza strategie finalizzate a modificare alcuni comportamenti disfunzionali e, contemporaneamente, a sviluppare modalità più efficaci di autoregolazione.
Il lavoro può riguardare:
- controllo dell’impulsività;
- gestione dell’attenzione;
- pianificazione;
- organizzazione;
- gestione del tempo;
- problem solving;
- monitoraggio del comportamento;
- regolazione delle emozioni;
- gestione della frustrazione;
- abilità sociali;
- autonomia nello studio;
- capacità di portare a termine i compiti.
Il principio fondamentale è aiutare il bambino a passare progressivamente da:
“agisco prima di pensare”
a:
“mi fermo → penso → scelgo → agisco.”
Training individuale sull’autoregolazione
Uno degli interventi possibili è un training individuale di autoregolazione, costruito sulle caratteristiche specifiche del bambino.
L’autoregolazione comprende la capacità di:
- fermarsi prima di agire;
- mantenere l’attenzione;
- controllare le risposte impulsive;
- seguire una sequenza;
- monitorare il proprio comportamento;
- correggere un errore;
- gestire la frustrazione;
- portare a termine un’attività.
Durante le sedute il bambino viene aiutato a riconoscere le situazioni nelle quali perde più facilmente il controllo e a sperimentare strategie alternative.
Esempio
Di fronte a un compito difficile il bambino può imparare una sequenza:
STOP → COSA DEVO FARE? → QUAL È IL PRIMO PASSO? → LO FACCIO → CONTROLLO.
Questa sequenza può essere successivamente trasferita ai compiti scolastici e alle attività quotidiane.
Il Training Metacognitivo
Con bambini più grandi e adolescenti può essere utile lavorare sulle strategie metacognitive, cioè sulla capacità di osservare e comprendere il proprio modo di pensare e di agire.
Il ragazzo può imparare a chiedersi:
“Qual è il mio obiettivo?”
“Che cosa devo fare?”
“Da dove posso iniziare?”
“Quale strategia posso utilizzare?”
“Sto procedendo nel modo giusto?”
“Ho controllato il risultato?”
Queste domande aiutano a sviluppare progressivamente un maggiore monitoraggio e controllo del proprio comportamento.
Strategie per l’Attenzione
Il trattamento può prevedere esercizi e strategie finalizzati a migliorare la gestione dell’attenzione.
Non si tratta semplicemente di chiedere al bambino di “concentrarsi di più”, ma di insegnargli come organizzare le condizioni che rendono più facile mantenere l’attenzione.
Si può lavorare, ad esempio, su:
- eliminazione delle distrazioni;
- suddivisione dei compiti;
- utilizzo di timer;
- pause programmate;
- istruzioni brevi e sequenziali;
- controllo dei passaggi;
- automonitoraggio;
- organizzazione dello spazio di lavoro.
Esempio
Invece di:
“Fai tutti i compiti di matematica.”
si può trasformare il compito in:
“Faccio i primi tre esercizi → controllo → breve pausa → altri tre esercizi.”
La suddivisione del compito permette di ridurre il senso di sovraccarico e aumentare la probabilità che il bambino riesca a portarlo a termine.
Gestione dell’Impulsività
L’impulsività può manifestarsi nel parlare senza aspettare il proprio turno, interrompere, rispondere prima che la domanda sia terminata, agire senza valutare le conseguenze o iniziare un’attività senza ascoltare le istruzioni.
La terapia può utilizzare tecniche comportamentali e cognitive per allenare il controllo della risposta.
Esempio
Il bambino può imparare una procedura:
FERMATI → ASCOLTA → PENSA → RISPONDI.
La strategia viene inizialmente esercitata durante la seduta attraverso giochi e attività strutturate e successivamente generalizzata nella vita quotidiana.
Regolazione Emotiva
Le difficoltà di regolazione emotiva sono frequenti nell’ADHD.
Il bambino/ragazzo può passare rapidamente dalla calma alla rabbia, avere una bassa tolleranza alla frustrazione o reagire in modo molto intenso a un limite, a una sconfitta o a un rimprovero.
L’intervento può aiutare il bambino/ragazzo a:
- riconoscere le emozioni;
- identificare i segnali corporei;
- riconoscere i fattori scatenanti;
- comprendere il collegamento tra pensieri, emozioni e comportamenti;
- utilizzare strategie di autoregolazione;
- aumentare la tolleranza alla frustrazione;
- imparare modalità alternative di risposta.
Esempio
Il bambino può imparare a riconoscere una sequenza:
“Mi sto arrabbiando → sento il corpo teso → mi fermo → chiedo una pausa → mi calmo → torno alla situazione.”
L’obiettivo non è eliminare la rabbia, ma imparare a gestirla prima che determini il comportamento.
L’Intervento Psicoeducativo
La psicoeducazione è una componente importante del trattamento.
Il bambino/ragazzo viene aiutato a comprendere il proprio funzionamento attraverso un linguaggio adeguato all’età.
Può imparare che alcune difficoltà non dipendono da una mancanza di volontà, ma da un diverso modo di gestire attenzione, impulsi ed emozioni.
Comprendere il proprio funzionamento permette di passare da:
“Sono incapace.”
a:
“Questa è un’area in cui ho bisogno di una strategia.”
La psicoeducazione può riguardare anche genitori e insegnanti, affinché possano comprendere meglio le caratteristiche dell’ADHD e utilizzare modalità di supporto coerenti.
L’intervento psicoeducativo è un percorso strutturato che mira a sviluppare le capacità di autoregolazione, attenzione e gestione del comportamento. Attraverso attività pratiche, giochi ed esercizi, il bambino/ragazzo impara a riconoscere e controllare le proprie emozioni, migliorare l’autocontrollo, rispettare le regole e organizzare le attività quotidiane.
E’ un intervento volto a migliorare la gestione dell’attenzione, degli impulsi e delle emozioni, attraverso strategie che aiutano il bambino\ragazzo a riconoscere il legame tra pensieri, emozioni e comportamenti. Si basa su tecniche come il rinforzo positivo, l’automonitoraggio, il problem solving e l’apprendimento di strategie di autocontrollo.
L’obiettivo è favorire comportamenti più funzionali, migliorare l’autonomia e promuovere una maggiore capacità di affrontare le difficoltà quotidiane, coinvolgendo, anche la famiglia e la scuola.
Il Training sulle Abilità sociali
L’ADHD può avere ripercussioni sulle relazioni con i coetanei.
Impulsività, difficoltà nell’attesa, interruzioni, difficoltà nel rispettare le regole del gioco o reazioni emotive intense possono rendere più complessa la costruzione e il mantenimento delle amicizie.
Il trattamento può quindi includere un training sulle abilità sociali.
Si può lavorare su:
- ascolto;
- turn-taking;
- rispetto delle regole;
- gestione della sconfitta;
- richiesta di aiuto;
- capacità di iniziare una conversazione;
- gestione dei conflitti;
- riconoscimento delle emozioni altrui;
- controllo delle risposte impulsive;
- capacità di aspettare;
- comportamento adeguato nei diversi contesti sociali.
Il Training di gruppo
Alcune competenze possono essere allenate attraverso un percorso di gruppo.
Il gruppo rappresenta un contesto particolarmente utile per sperimentare direttamente le difficoltà relazionali e mettere in pratica le strategie apprese.
Durante le attività possono essere proposti:
- giochi con regole;
- attività cooperative;
- role playing;
- problem solving sociale;
- esercizi di gestione della frustrazione;
- attività sulla comunicazione;
- giochi per l’attesa del turno;
- esercizi di autoregolazione.
Esempio
Durante un gioco da tavolo il bambino può dover aspettare il proprio turno, rispettare le regole e gestire una eventuale sconfitta.
La situazione diventa quindi un’occasione concreta per allenare:
controllo dell’impulsività + tolleranza della frustrazione + competenze sociali + regolazione emotiva.
Il Coping Power Program
Per alcuni bambini può essere indicato un intervento strutturato come il Coping Power Program, un programma cognitivo-comportamentale rivolto in particolare a bambini e preadolescenti con difficoltà di comportamento e autoregolazione.
Il programma lavora su competenze come:
- gestione della rabbia;
- controllo dell’impulsività;
- problem solving;
- riconoscimento delle emozioni;
- gestione delle situazioni sociali;
- capacità di perseguire obiettivi;
- strategie di coping;
- competenze relazionali.
Il lavoro può essere organizzato in gruppo per i bambini e prevedere parallelamente un intervento rivolto ai genitori e agli insegnanti.
Il programma viene utilizzato quando risulta coerente con le caratteristiche e gli obiettivi del bambino, all’interno di una valutazione clinica individualizzata.
Il Parent Training
Il coinvolgimento dei genitori è una componente fondamentale dell’intervento sull’ADHD.
Il Parent Training è un percorso rivolto ai genitori finalizzato a fornire strumenti pratici per gestire le difficoltà comportamentali e favorire lo sviluppo delle competenze del bambino.
I genitori possono imparare a:
- formulare richieste chiare;
- stabilire poche regole comprensibili;
- utilizzare conseguenze coerenti;
- rinforzare i comportamenti adeguati;
- utilizzare sistemi di rinforzo;
- prevenire situazioni problematiche;
- organizzare le routine;
- gestire i comportamenti oppositivi;
- favorire l’autonomia;
- sostenere lo svolgimento dei compiti;
- ridurre interazioni basate esclusivamente su rimproveri.
Esempio
Invece di ripetere molte volte:
“Vestiti! Ti devi vestire! Quante volte devo dirtelo?”
il genitore può utilizzare una consegna più strutturata:
“Adesso ci vestiamo. Prima pantaloni, poi maglietta.”
Il comportamento adeguato viene immediatamente riconosciuto e rinforzato.
L’obiettivo è creare un ambiente nel quale il bambino/ragazzo sappia che cosa ci si aspetta da lui e quali conseguenze avranno le sue azioni.
Il Rinforzo positivo e sistemi a punti
Una tecnica frequentemente utilizzata negli interventi comportamentali è il rinforzo positivo.
Il bambino riceve una conseguenza positiva quando mette in atto il comportamento concordato.
Con i bambini può essere utilizzato anche un sistema a punti o token economy, costruito in modo semplice e proporzionato all’età.
Esempio
Obiettivo:
preparare lo zaino
Ogni volta che il comportamento viene eseguito secondo le modalità concordate, il bambino riceve un punto.
Al raggiungimento di un determinato numero di punti può accedere a un’attività piacevole precedentemente concordata.
Il sistema viene progressivamente modificato con l’aumentare dell’autonomia.
Il Teacher Training
Poiché il bambino trascorre una parte importante della giornata a scuola, il coinvolgimento degli insegnanti può essere particolarmente utile.
Il Teacher Training ha l’obiettivo di fornire agli insegnanti strategie per favorire attenzione, partecipazione, autoregolazione e comportamento adeguato in classe.
Il lavoro può riguardare:
- formulazione delle consegne;
- organizzazione dell’ambiente;
- suddivisione dei compiti;
- gestione delle pause;
- rinforzo positivo;
- prevenzione dei comportamenti problematici;
- feedback immediato;
- supporti visivi;
- organizzazione del materiale;
- gestione delle transizioni;
- promozione dell’autonomia.
Esempio
Una consegna lunga come:
“Prendete il libro, andate a pagina 42, leggete il testo e poi rispondete alle domande.”
può essere suddivisa:
- Prendi il libro.
- Vai a pagina 42.
- Leggi il testo.
- Rispondi alle prime tre domande.
Il bambino riceve così una sequenza più facilmente gestibile.
Organizzazione dei compiti e metodo di studio
Con bambini e adolescenti più grandi può essere necessario lavorare sulle funzioni esecutive coinvolte nello studio.
Il percorso può includere:
- pianificazione;
- organizzazione;
- gestione del tempo;
- definizione delle priorità;
- suddivisione dei compiti;
- utilizzo di agende e planner;
- controllo del materiale;
- strategie di memorizzazione;
- automonitoraggio.
Esempio
L’adolescente può imparare a trasformare:
“Domani ho una verifica di storia.”
in un piano concreto:
controllo gli argomenti → stabilisco quanto tempo ho → divido lo studio → preparo il materiale → studio un argomento → faccio una pausa → verifico ciò che ricordo.
L’obiettivo è sviluppare progressivamente una maggiore autonomia organizzativa.
Strategie Cognitive e Problem Solving
La terapia può aiutare il bambino a fermarsi e analizzare le situazioni problematiche.
Una semplice procedura può essere:
- Qual è il problema?
- Quali possibilità di risoluzione ci sono?
- Quale soluzione posso provare (la scelta)?
- Come la organizzo (pianificazione)?
- Come è andata? Ha funzionato il controllo?
Questa modalità permette di ridurre le risposte impulsive e favorire un comportamento maggiormente orientato alla soluzione del problema.
Il lavoro a casa
Il trattamento non si esaurisce nella seduta.
Le strategie vengono progressivamente trasferite nella vita quotidiana attraverso piccoli esercizi concordati con il bambino e con la famiglia.
Per esempio:
- utilizzare una checklist per preparare lo zaino;
- utilizzare un timer durante i compiti;
- esercitare una strategia STOP;
- registrare i comportamenti-obiettivo;
- utilizzare un sistema di rinforzo;
- esercitare una modalità adeguata di richiesta;
- utilizzare una routine visiva.
Il lavoro a casa permette di favorire la generalizzazione e il mantenimento delle competenze.
Un intervento integrato tra bambino, famiglia e scuola
L’ADHD si manifesta in più contesti e per questo un trattamento efficace richiede, quando necessario, una rete di intervento.
Il percorso può coinvolgere:
bambino/adolescente → terapeuta → famiglia → scuola.
La comunicazione tra le diverse figure permette di utilizzare strategie coerenti e di monitorare più facilmente i progressi.
Quando necessario, il lavoro può inoltre essere integrato con quello di altri professionisti coinvolti nella presa in carico.
Monitoraggio dei progressi
Gli obiettivi vengono definiti in maniera concreta e verificabile.
Non soltanto:
“migliorare l’attenzione”
ma, ad esempio:
“riuscire a svolgere un’attività per 15 minuti utilizzando la strategia concordata.”
Non soltanto:
“ridurre l’impulsività”
ma:
“aspettare il proprio turno durante un’attività strutturata.”
Non soltanto:
“migliorare l’organizzazione”
ma:
“preparare il materiale scolastico utilizzando una checklist con un numero progressivamente minore di aiuti.”
Questo consente di verificare nel tempo l’efficacia delle strategie e di modificare il trattamento quando necessario.
L’obiettivo del trattamento
L’obiettivo della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale nell’ADHD non è chiedere al bambino di diventare “più bravo” o semplicemente “più ubbidiente”.
L’obiettivo è aiutarlo a sviluppare strumenti di autoregolazione che gli permettano di utilizzare meglio le proprie risorse.
Imparare a:
fermarsi prima di agire,
organizzare ciò che deve fare,
gestire la frustrazione,
riconoscere le proprie emozioni,
affrontare i problemi,
relazionarsi in modo più efficace,
portare a termine le attività,
chiedere aiuto quando ne ha bisogno.
Il percorso viene adattato all’età e al livello di funzionamento del bambino o dell’adolescente e può integrare training individuale, interventi di gruppo, Terapia Cognitivo-Comportamentale, Interventi Psicoeducativi, Coping Power Program, Parent Training e Teacher Training.
L’obiettivo finale è favorire una maggiore autonomia, autoregolazione, competenza sociale e qualità della vita, aiutando il bambino o l’adolescente a comprendere il proprio funzionamento e a costruire strategie efficaci da utilizzare nei diversi contesti della sua vita.
I Parent training prescolare per bambini disattenti, iperattivi, impulsivi.
Il programma di parent training prescolare è un intervento di supporto alla genitorialità rivolto principalmente ai genitori di bambini tra i 3 e i 5 anni che manifestano difficoltà di attenzione, iperattività, impulsività e comportamenti oppositivi. L’obiettivo è promuovere modalità educative e comunicative più funzionali, favorendo la comprensione dei comportamenti del bambino e il miglioramento delle interazioni all’interno del contesto familiare.
Durante gli incontri i genitori vengono accompagnati nell’osservazione e nell’analisi dei comportamenti del figlio, nell’individuazione delle situazioni che possono favorire l’insorgenza dei comportamenti problematici e nella sperimentazione di strategie educative alternative. Una caratteristica del programma è l’utilizzo di videoregistrazioni delle interazioni genitore-bambino e di diari osservativi, utili per riconoscere i comportamenti positivi e disfunzionali, analizzare gli antecedenti e le conseguenze delle condotte e monitorare i cambiamenti nel tempo.
I principali contenuti riguardano lo sviluppo di una comunicazione efficace, il rafforzamento della relazione genitore-figlio, l’analisi funzionale del comportamento, la definizione di regole chiare e coerenti, il rinforzo dei comportamenti adeguati e la gestione delle situazioni di crisi e dei comportamenti oppositivi. Il programma mira inoltre a favorire una lettura più realistica delle difficoltà del bambino e ad accrescere il senso di competenza dei genitori nella gestione delle situazioni educative quotidiane.
Nel contesto della scuola dell’infanzia, il parent training può essere utilizzato come strumento di intervento indiretto e risulta efficace in presenza di difficoltà di regolazione emotiva e comportamentale, saper riconoscere i segnali precoci di disregolazione, comprendere i fattori che precedono e seguono le crisi emotive, utilizzare modalità comunicative rassicuranti e coerenti, stabilire routine prevedibili e rinforzare i comportamenti adattivi. L’intervento mira inoltre a sostenere lo sviluppo progressivo dell’autoregolazione, della tolleranza alla frustrazione e della capacità di gestire le emozioni intense, attraverso risposte adulte sensibili, strutturate e condivise con il contesto educativo.

