Trattamento disturbi dell’apprendimento
Quando le difficoltà a scuola meritano di essere ascoltate…
Ogni bambino ha i propri tempi di apprendimento. A volte, però, alcune difficoltà persistono nonostante l’impegno, l’esercizio e il supporto degli adulti.
Leggere lentamente o con molti errori, fare fatica a scrivere, confondere alcuni suoni o lettere, incontrare difficoltà nel calcolo, dimenticare facilmente le procedure o impiegare moltissimo tempo per i compiti possono essere segnali che meritano un approfondimento.
Intervenire precocemente permette di comprendere quali abilità stanno creando maggiore difficoltà e quali invece rappresentano punti di forza, così da costruire un percorso di potenziamento realmente personalizzato.
La mia presa in carico è rivolta a bambini e ragazzi con difficoltà negli apprendimenti scolastici, con particolare attenzione alle aree di lettura, scrittura, matematica, linguaggio, attenzione, memoria e funzioni esecutive.
Non è necessario aspettare una diagnosi.
Una delle domande più frequenti dei genitori è:
“Mio figlio è ancora piccolo: possiamo già fare qualcosa?”
Sì.
Quando sono presenti segnali di difficoltà, non è necessario aspettare che il bambino inizi a manifestare un vero e proprio insuccesso scolastico.
In età prescolare e nei primi anni della scuola primaria è possibile effettuare una valutazione delle competenze e un intervento di potenziamento, lavorando sulle abilità che rappresentano i prerequisiti degli apprendimenti.
L’obiettivo è individuare eventuali fragilità e rafforzare le competenze che ne hanno bisogno.
La riabilitazione può essere realizzata attraverso modalità differenti, selezionate in base alle caratteristiche del bambino e agli obiettivi terapeutici.
Il trattamento può prevedere:
- attività individuali in presenza;
- teleriabilitazione, quando appropriata;
- utilizzo di testi e materiali riabilitativi specifici;
- esercizi computerizzati e software dedicati;
- applicazioni progettate per il potenziamento delle abilità di lettura, scrittura o calcolo;
- materiali multimediali e, quando utili, supporti audiovisivi;
- esercizi strutturati da svolgere a casa;
- monitoraggio periodico dei progressi e adattamento del programma.
L’utilizzo di strumenti digitali può rappresentare un’importante risorsa per rendere l’allenamento più frequente, motivante e facilmente integrabile nella quotidianità.
La scelta dello strumento viene sempre effettuata sulla base degli obiettivi riabilitativi e delle caratteristiche individuali del bambino.
Il lavoro a casa: la continuità del trattamento
Per alcuni bambini, soprattutto quando è necessario consolidare e automatizzare una determinata abilità, il trattamento può prevedere un lavoro sistematico a casa.
La continuità dell’esercizio è importante perché alcune competenze richiedono numerose occasioni di pratica prima di diventare più fluide e automatizzate.
Il lavoro domiciliare viene quindi programmato in modo breve, regolare e sostenibile, evitando di trasformare la riabilitazione in un ulteriore carico scolastico.
Il genitore o l’educatore può avere il ruolo di facilitare e sostenere l’esercizio, senza sostituirsi al bambino. Le attività vengono spiegate e concordate all’interno del percorso terapeutico, così da permettere all’adulto di accompagnare il bambino in modo adeguato.
Un esempio: il bambino con dislessia
Nel caso di un bambino con dislessia, il lavoro a casa può prevedere brevi esercizi di lettura strutturata, utilizzando testi selezionati in base all’età, alle competenze già acquisite e al livello di difficoltà.
La lettura può essere organizzata attraverso attività graduali finalizzate, ad esempio, a migliorare la accuratezza, la velocità e la fluenza, alternando diverse modalità di esercizio e rispettando i tempi di attenzione e di affaticamento del bambino.
L’obiettivo non è far leggere al bambino grandi quantità di testo, ma proporre una pratica mirata, regolare e coerente con il programma riabilitativo.
Lo stesso principio può essere applicato alle altre aree: nel caso della disortografia potranno essere proposti esercizi mirati sulle specifiche categorie di errore; nella discalculia attività sulle abilità numeriche e sul calcolo; nella disgrafia esercizi orientati agli aspetti grafo-motori e all’organizzazione della scrittura.
Strumenti compensativi
Il trattamento riabilitativo e gli strumenti compensativi svolgono funzioni differenti, ma possono integrarsi.
La riabilitazione mira a potenziare le abilità che risultano fragili attraverso un intervento specifico e strutturato.
Gli strumenti compensativi, invece, permettono al bambino di aggirare o ridurre l’impatto della difficoltà, consentendogli di accedere ai contenuti scolastici e dimostrare le proprie competenze senza essere penalizzato dalla difficoltà specifica.
A seconda del profilo possono essere utili, ad esempio, strumenti digitali, sintesi vocale, programmi di videoscrittura con correttore ortografico, calcolatrice, mappe e altri supporti.
La scelta degli strumenti deve essere individualizzata e accompagnata da un adeguato percorso di insegnamento al loro utilizzo, affinché il bambino possa progressivamente utilizzarli in modo autonomo.
Il coinvolgimento della famiglia e della scuola
Il bambino con DSA ha bisogno di sentirsi competente e di poter sperimentare il successo nell’apprendimento.
Per questo motivo il lavoro clinico può essere accompagnato da un confronto con la famiglia e la scuola, con l’obiettivo di condividere strategie efficaci e favorire un ambiente di apprendimento adeguato alle caratteristiche del bambino.
Particolare attenzione viene dedicata anche agli aspetti emotivi. Le difficoltà scolastiche, soprattutto quando vengono vissute ripetutamente come insuccessi, possono infatti influire sull’autostima, sulla motivazione e sulla percezione di autoefficacia.
Un intervento efficace non riguarda quindi soltanto la prestazione scolastica, ma il benessere complessivo del bambino.
L’obiettivo: imparare a imparare
L’intervento sui DSA non ha l’obiettivo di “far diventare il bambino come gli altri”, ma di aiutarlo a conoscere il proprio modo di apprendere, potenziare le competenze fragili e sviluppare strategie efficaci e autonome.
Attraverso un percorso individualizzato, il bambino può imparare progressivamente a riconoscere le proprie difficoltà, utilizzare gli strumenti più adatti e valorizzare le proprie risorse.
L’obiettivo finale è favorire non soltanto un miglioramento delle abilità di lettura, scrittura o calcolo, ma una maggiore autonomia, fiducia nelle proprie capacità e partecipazione positiva alla vita scolastica.
Se tuo figlio manifesta difficoltà persistenti nella lettura, nella scrittura, nel calcolo o nell’apprendimento scolastico, una valutazione specialistica può aiutare a comprendere l’origine delle difficoltà e a individuare il percorso più adeguato.
Aree di Intervento
Lettura
Si può lavorare su:
- consapevolezza fonologica;
- associazione grafema-fonema;
- fusione e segmentazione di suoni e sillabe;
- accuratezza della lettura;
- automatizzazione;
- velocità di lettura;
- riconoscimento delle parole;
- strategie per la comprensione del testo.
Scrittura e ortografia
Il lavoro può riguardare:
- consapevolezza fonologica;
- conversione fonema-grafema;
- analisi e segmentazione delle parole;
- regole ortografiche;
- automatizzazione dei processi di scrittura;
- correttezza ortografica;
- pianificazione e revisione del testo.
Matematica
È possibile intervenire sulle diverse componenti del numero e del calcolo, ad esempio:
- riconoscimento e rappresentazione delle quantità;
- associazione numero-quantità;
- linea dei numeri;
- confronto tra quantità;
- fatti aritmetici;
- calcolo mentale;
- procedure di calcolo;
- automatizzazione delle tabelline;
- strategie per la risoluzione dei problemi.
Memoria di lavoro
Quando un bambino fatica a mantenere e manipolare contemporaneamente più informazioni, possiamo lavorare su strategie che lo aiutino a:
- mantenere le informazioni necessarie;
- organizzare le informazioni;
- utilizzare supporti visivi;
- suddividere un compito complesso in passaggi;
- controllare autonomamente il lavoro svolto.
Attenzione e funzioni esecutive
Il percorso può comprendere attività finalizzate a migliorare:
- attenzione selettiva e sostenuta;
- capacità di inibire le risposte impulsive;
- pianificazione;
- organizzazione;
- flessibilità cognitiva;
- gestione dei tempi;
- monitoraggio e autocorrezione.
Queste competenze possono incidere significativamente sulla capacità del bambino di affrontare il lavoro scolastico, anche quando non rappresentano il nucleo specifico del disturbo di apprendimento.
Comprensione del testo e linguaggio
Quando le difficoltà riguardano la comprensione, il vocabolario o l’organizzazione del linguaggio, il lavoro può concentrarsi su:
- arricchimento lessicale;
- comprensione di frasi e testi;
- individuazione delle informazioni principali;
- inferenze;
- organizzazione delle informazioni;
- capacità narrative;
- strategie di comprensione e studio.
La riabilitazione mira a potenziare le abilità deficitarie, sviluppare strategie compensative e favorire un rapporto più efficace e sereno con le attività scolastiche.
Il lavoro può essere svolto attraverso materiali riabilitativi specifici, software, applicazioni, esercizi digitali e attività cartacee, anche attraverso programmi di teleriabilitazione, quando appropriato. Spesso è previsto un allenamento giornaliero domiciliare che il bambino svolge sotto supervisione di un genitore o di un aiuto compiti.
La continuità del lavoro permette di consolidare le abilità allenate durante il trattamento.
Lavorare sulle strategie di studio
Con bambini più grandi e adolescenti può diventare importante lavorare non soltanto sulla singola abilità, ma anche sulle strategie di studio e sull’autonomia scolastica.
Il percorso può comprendere:
- organizzazione del materiale;
- pianificazione dello studio;
- suddivisione del lavoro in passaggi;
- gestione del tempo;
- individuazione delle informazioni principali;
- costruzione di mappe;
- utilizzo di strumenti compensativi;
- automonitoraggio;
- strategie per preparare verifiche e interrogazioni.
Esempio
Un adolescente che tende a studiare per molte ore senza riuscire a organizzarsi può imparare a trasformare:
“Devo studiare storia.”
in una sequenza più concreta:
leggere il capitolo → individuare gli argomenti → evidenziare le informazioni principali → costruire una mappa → ripetere → verificare ciò che ricordo.
L’obiettivo è aumentare progressivamente autonomia ed efficacia, riducendo il senso di sovraccarico.
Motivazione e autostima scolastica
Le difficoltà di apprendimento possono avere conseguenze sul piano emotivo.
Dopo numerosi insuccessi, un bambino può arrivare a pensare:
“Non sono capace.”
“Io a scuola sono sempre il peggiore.”
“Tanto non ci riesco.”
Questi pensieri possono favorire evitamento, rinuncia e demotivazione.
La TCC può aiutare il bambino a riconoscere il collegamento tra:
pensieri → emozioni → comportamento.
Il lavoro mira a sostituire una percezione globale di incapacità con una valutazione più realistica e specifica delle proprie difficoltà e delle proprie risorse.
L’obiettivo non è dire al bambino semplicemente “sei bravo”, ma aiutarlo a sperimentare concretamente:
“Questa cosa per me è difficile, ma posso imparare una strategia per affrontarla.”
Il fine è creare autonomia, consapevolezza ed efficienza nel proprio modo di apprendere.

